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Cara Sindaca, ti sfido: a Tor di Valle la pubblica utilità non c’è. Ecco perchè

Cara Sindaca, ti sfido: a Tor di Valle la pubblica utilità non c’è. Ecco perchè

Quale che sia l’esito finale, l’unica cosa certa del nuovo Polo di Tor di Valle è che l’interesse pubblico, la pubblica utilità, non esiste più (sempre che sia mai esistita). Le cubature non c’entrano, e neanche questioni serie ma che puzzano di bruciato, come il rischio esondazione e il monumento a “febbre da cavallo”.

È semplicemente una questione di mobilità, quindi di numeri, non di opinioni o calcoli politici.

Sull’opportunita di costruire a Tor di Valle un nuovo centro direzionale con residenze, uffici e uno stadio che ospiterà concerti ed eventi oltre alla quarantina di partite annuali della AS  Roma, possono esistere opinioni diverse. Ma per l’impatto che ciò avrà sulla libertà di movimento dei romani, si devono guardare i numeri.

La dichiarazione di pubblica utilità del progetto di Parnasi e Pallotta, infatti, è stata motivata da Marino e dalla sua maggioranza con il miglioramento che le nuove infrastrutture avrebbero determinato per la mobilita´di quella parte di citta´che già oggi soffre di traffico.

A questo fine, le due opere fondamentali proposte dai privati erano la realizzazione di una nuova tratta della Metro B e un ponte sul Tevere che avrebbe fatto della bretella Roma Fiumicino la seconda strada di accesso allo stadio insieme alla via del Mare rimodernata.

Questo sistema di infrastratture, pagato dal privato, significava 25 mila persone l’ora trasportate dalla metro B e la garanzia di due vie d’accesso su gomma capaci di far affluire 2 mila macchine l’ora, ovvero il 60% dei tifosi giunto allo stadio con trasporto su ferro. Migliorando, pensavano in Campidoglio, la mobilità per la vita di tutti i giorni dei romani che si spostano verso Ostia, Acilia, Fiumicino e i nuovi quartieri adiacenti.

Purtroppo non è andata cosi, perchè la biforcazione della Metro B si è dimostrata tecnicamente irrealizzabile, mentre il Ponte sul Tevere è saltato.

Scomparse le due opere fondamentali che giustificavano la pubblica utilità, le alternative rimaste nell’accordo Raggi-Parnasi sono uno specchietto per le allodole.

Il rimodernamento della ferrovia Roma Lido e l’allargamento della via del Mare, infatti, consentirebbero di far affluire allo stadio di Tor di Valle, ogni ora, non più di 5 mila persone su ferro e duemila persone via strada. Il calcolo è semplice.

La nuova Roma Lido potrà arrivare ad un convoglio da 600 passeggeri ogni sette minuti, ovvero 4.800 passeggeri l’ora. La via del Mare e la via Ostiense, invece, potrebbero far transitare massimo 500 macchine l’ora attraverso lo svincolo per lo stadio. Dunque, il sistema della mobilità dell’accordo Raggi-Parnasi è in grado di portare allo stadio in due ore solo 10 mila persone su ferro e 2 mila automobili. Numeri non solo inadeguati di per sè, ma che presuppongono che nei giorni in cui si gioca la partita i pendolari lascino il loro posto ai tifosi.

Se anche si facesse il costosissimo e ora rinviato Ponte sul Tevere, si potrebbero aggiungere altre 2 mila macchine provenienti dalla Roma Fiumicino e duemila persone a piedi tramite l‘adiacente trenino. In totale, comunque, non più di 20 mila persone in due ore, sempre facendo scomparire i pendolari. Peccato che lo stadio sia fatto per 55 mila spettatori.

Dunque, costruire lo stadio a Tor di Valle peggiorerebbe la mobilita’ complessiva anziche migliorarla e i cittadini, più che guadagnarci, ci perderebbero.

Peraltro, l’ammodernamento della Roma Lido, oltre a dipendere dalla Regione Lazio, rimane una chimera visto che Parnasi contribuirà con circa 50 milioni di euro per dei costi di rifacimento valutati pochi mesi fa in 470 milioni di euro dalla RAPT, azienda che gestisce le metropolitane di Parigi.

Quanto poi alla via del Mare, si tratta di un mero allargamento dei due km del tratto tra il GRA e Tor di Valle, mentre tutto il resto del percorso fino a Ostia rimarrà pericoloso e intasato come sempre.

E i tempi di realizzazione? Se per entrambe le opere si prendesse domani la decisione di procedere, prima che i lavori siano finiti servirebbero 5 anni.

Questi i numeri, questa la verità.

La pubblica utilità a Tor di Valle, ahinoi, non esiste; andare avanti è solo una dannosa perdita di tempo, per la città e per la stessa As Roma, che peraltro di questo stadio sarebbe una mera affittuaria. La Sindaca Raggi non può che essere stata mal informata prima di dare il via libera, e potrà rivedere il suo convincimento.

In caso contrario, la sfido in un pubblico dibattito per smentire i dati che ho esposto e dimostrare quale sia l’utilità per i romani di un ulteriore peggioramento della mobilità.

Nessun rischio di danni per il Comune, visto che sono le ipotesi prospettate da Parnasi ad essersi dimostrate irrealizzabili. Semmai sarebbe il Comune a dover chiedere i danni per il tempo sprecato.

E quindi, lo stadio non lo famo più, impedendo alla squadra che emoziona la Capitale di poter essere competitiva? Tutt’altro.

La Juventus ha costruito i suoi recenti successi sportivi grazie alla concessione quasi gratuita da parte del Comune , per 99 anni, del terreno dove era il Delle Alpi, fallimento di Italia 90. Il Comune di Roma faccia lo stesso, le alternative ci sono. Visti i tempi di realizzazione per le infrastrutture di Tor di Valle, non sarà un nuovo progetto a creare ritardi.

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© Mario Staderini by [zu']

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